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21/11/18 - 08:29

Salvo sorprese dell'ultim'ora, o decisioni last minute di Juncker - che vedrà il premier Conte solo sabato sera - il collegio dei commissari è pronto a pubblicare anche il rapporto 126.3. E’ il documento in cui la Commissione chiarisce perché non è convinta dalle ragioni ('fattori rilevanti') che l'Italia ha indicato per spiegare l'andamento dei conti. Certifica anche che l'Italia viola la regola del debito e avverte che la procedura non è più rinviabile. Per questo è quindi considerato il primo passo 'formale' che potrebbe condurre all'apertura della procedura. Le sanzioni restano lontane.  Ma, appunto, il condizionale è d'obbligo. Non solo perché ogni tappa deve essere validata anche dall'Ecofin, ma anche perché non è un percorso lineare quello che porta alle sanzioni. Anzi, multe e quant'altro (ad esempio il blocco dei fondi strutturali) sono l'ultimo passo in assoluto e potrebbero non verificarsi mai, come accaduto con Spagna e Portogallo: quando non rispettarono il rientro dal deficit, la Commissione impiegò mesi per raccomandare la multa, ma nel frattempo i due Governi trovarono un accordo con la Ue e la procedura decadde. Anche l'Italia potrebbe quindi negoziare per mesi e non arrivare mai alle sanzioni. In ogni caso, l'eventuale lancio vero e proprio della procedura Ue è improbabile che avvenga prima di gennaio, ovvero prima che la manovra venga approvata dal Parlamento. Il rischio manovra correttiva Ma dopo le feste, se la Commissione aprisse l'iter e l'Ecofin del 22 gennaio lo confermasse, il rischio più immediato previsto dalle regole sarebbe un altro: la richiesta di una manovra correttiva da fare in 3-6 mesi. E solo dopo scatterebbero le sanzioni pecuniarie che possono andare dallo 0,2% allo 0,5% del Pil. Sempre che nel frattempo lo spread non raggiunga livelli tali da rendere necessari interventi pesanti e immediati.

21/11/18 - 13:43

"La nostra analisi di oggi - rapporto 126.3 - suggerisce che il criterio del debito deve essere considerato non rispettato. Concludiamo che l'apertura di una procedura per deficit eccessivo basata sul debito è quindi giustificata ". Lo scrive la Commissione Ue nel suo rapporto sul debito italiano. La manovra italiana vede un "non rispetto particolarmente grave " delle regole di bilancio, in particolare della raccomandazione dell'Ecofin dello scorso 13 luglio. E' quanto rileva la Commissione Ue nella valutazione adottata oggi. E' con "rammarico" quindi che Bruxelles "conferma" la sua precedente valutazione della bozza del bilancio dell'Italia.

30/11/18 - 11:01

02/12/18 - 22:03

Concorso in elusione fraudolenta. È l’ipotesi di reato nella quale, secondo un avvocato dello studio Martinez & Novebaci, consultato dalle Iene, potrebbe incorrere Luigi Di Maio, in seguito alla vicenda che ha coinvolto il padre. Nell’ultimo servizio sul caso, andato in onda ieri sera, si avanza il sospetto che Antonio Di Maio sia stato il socio occulto, proprietario di fatto dell’Ardima Costruzioni, e che il figlio, ora vicepremier, abbia fatto da prestanome. Ma la trasmissione va oltre e chiede: «Di Maio fa da prestanome per salvare la ditta da Equitalia?». Il debito Un lavoro di scavo certosino e non facile, cominciato con alcune testimonianze che parlavano di lavoro nero. L’azienda dei Di Maio ha un debito di 176 mila euro, contratto dal padre Antonio con Equitalia. Debito la cui natura e origine non è stata chiarita dai Di Maio e che ha comportato l’iscrizione di un’ipoteca legale da 333 mila euro. L’elusione consisterebbe nell’aver usato i figli come prestanomi per difendere i beni dell’impresa da Equitalia. Ma non è tutto. Gli inviati delle Iene, Filippo Roma e l’autore Marco Occhipinti, con l’aiuto di un drone, hanno scoperto quattro fabbricati abusivi. Secondo Luigi Di Maio, «stanno lì dalla Seconda guerra mondiale». Uno di questi, dice il ministro, «è una stalla». Ma le Iene hanno scovato una serie di foto che smentiscono questa versione dei fatti. In un’immagine di Google Earth del 2002 i fabbricati non ci sono. In una del 2008 compaiono. Di Maio sostiene di vederli anche nella foto del 2002, le Iene non si capacitano: «Ma dove sono?». La piscina montabile La «stalla» in realtà sarebbe una villetta con patio, usata per cene estive di famiglia. Tra le immagini mostrate ce n’è una dall’alto di una piscina montabile, che si staglia tra i fabbricati abusivi. E c’è Luigi Di Maio, a mollo nell’acqua, a pochi metri dalle strutture. Lo stesso figlio dell’imprenditore avrebbe collaborato alla logistica, entrando nei capannoni abusivi: «Ma aprivo solo la porta agli operai quando non c’era mio padre, non ho mai toccato gli attrezzi». Il vicepremier si difende negando ogni addebito e rimandando tutte le responsabilità al padre Antonio, che ha ammesso di aver commesso degli errori. Ma restano diversi punti non chiariti. Come la questione della causa intentata da un lavoratore contro la società, all’epoca intestata alla madre (benché questa fosse un’insegnante e i ruoli fossero incompatibili). Causa poi transitata nella nuova società, insieme a debiti e crediti. Possibile che il vicepremier non ne sapesse nulla?

14/12/18 - 10:30

L'ADDIO AL QE -  La Banca centrale europea porterà a zero, a partire dal primo gennaio, gli acquisti netti di bond. Finisce l'espansione di bilancio attraverso il quantitative easing, anche se la Bce continuerà a reinvestire i titoli in portafoglio ancora a lungo dopo che saranno risaliti i tassi. I tassi di interesse rimarranno fermi fino all'estate del 2019. In una nota diffusa al termine della riunione di politica monetaria, in cui si è deciso di lasciare i tassi invariati, l'Eurotower ribadisce che i tassi di interesse si manterranno "su livelli pari a quelli attuali almeno fino all'estate del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l'inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine" Riviste al ribasso le stime di crescita del 2018 per l'Eurozona all'1,9% dal 2% della stima precedente. Per il 2019 la proiezione sul tasso di crescita è stato limato a 1,7% da 1,8% mentre è confermata a +1,7% la stima per il 2020. Per il 2021 la Bce si attende una crescita dell'1,5%.

Il bilancio BCE è ad oggi più alto di quello della FED:

al momento quindi escluso nuovo QE e anche molto in dubbio una nuova TLTRO